Portavoce Enrico De Simone
La Destra San Giorgio a Liri

31/08/2009

INCONTRO PROVINCIALE GIOVENTÙ ITALIANA

Martedì 1 settembre è convocata la riunione Provinciale Gioventù Italiana alle 18.00 presso la sede de La Destra di Roccasecca.

Con il seguente ordine del giorno:

1. CAMPAGNA ADESIONI
2. ORGANIZZAZIONE DELLE ATTIVITA’
3. ORGANIZZAZIONE STRUTTURA FEDERALE G.I.
4. VARIE ED EVENTUALI

Campagna Adesioni

GIOVENTÙ.jpg

25/10/2008

G.I. Congresso

553343372.PNG

No alla DROGA

1655327502.PNG 2145491675.PNG 257855621.PNG 842971445.PNG
Clicca sull'immagine per scaricare la locandina

20/10/2008

Antonio Abbate confermato Portavoce Provinciale de La Destra


49194253.2.jpgCon l’introduzione di Claudia Pascarella, Portavoce Vicario di Federazione, nel tavolo della Presidenza unitamente al Consigliere comunale di Frosinone Franco Lunghi e a Giovanni Rongione (membro del Comitato etico nazionale), con il doveroso raccoglimento dei presenti per la scomparsa di Mons. Boccaccio, Vescovo di Frosinone, si è aperto sabato 18 u.s. il 1° Congresso provinciale de La Destra.

Al centro la mozione unitaria di Antonio Abbate che, dopo aver ringraziato per i loro interventi i responsabili provinciali Adriano Roma (Fi),518303130.jpg Fabio De Angelis (An), Riccardo Mastrangeli (Dca), il Cons. comunale di Frosinone Fabio Tagliaferri (Cristiano-Popolari)  e Giuseppe Paliotta (Mcl), testimoniato subito dopo particolare piacere per la presenza e per i sentimenti di vicinanza espressi da Sergio Arduini (Fiamma) e da Maurizio Tivinio (Forza Nuova), ha illustrato la sua proposta per la guida del partito.

 Con serrati e ricorrenti richiami ai valori fondanti del partito, alternati ad un’ampia analisi sui mali che affliggono la Nazione e sulle problematiche che anche a livello territoriale costituiscono emergenza, si è sviluppata la relazione di Abbate, eletto Portavoce provinciale all’unanimità dei presenti ed aventi diritto al voto, su cui Francesco Storace, dopo aver ricordato nel suo intervento le affascinati fasi che solo un anno fa portarono alla nascita de La Destra e alle sfide che la attendono, ha voluto far cadere la scelta di 1553334053.jpgcandidato presidente per le prossime elezioni provinciali. Un segnale forte che, come lo stesso Storace ha più volte ribadito, nasce dall’esigenza, tutta politica del movimento, di affidare a persone di alto profilo morale e indubbia capacità le battaglie che la Destra vuole portare avanti per il governo del territorio.

”Mi onora – ha dichiarato Abbate – questa elezione che segna continuità nella guida di un partito che tanto ha da dare in termini politici e ringrazio dirigenti, portavoce dei comitati cittadini, iscritti e militanti, che questo movimento hanno arricchito con le proprie spiccate capacità, per la rinnovata fiducia che hanno voluto riservarmi; altrettanto grato sono a Storace che ha ritenuto indicarmi a capitanare la squadra dei 30 candidati al rinnovo del consiglio provinciale: un’investitura di prestigio che, come lo stesso Segretario Nazionale ha evidenziato, deve valere all’esterno come incontrovertibile segnale che La Destra non ha remore ad affrontare da sola le imminenti competizioni elettorali.”1204054204.jpg

Subito dopo, a conclusione del Congresso, l’Assemblea, presieduta da Livio Proietti, Garante nazionale degli Iscritti, ha votato per eleggere 15 dei 16 delegati (Abbate, in quanto portavoce provinciale, lo è di diritto) per il Congresso Nazionale in programma a Roma il 7-8-9 novembre prossimo. Questi i nomi: Lucia Alonzi, Paola Folchi, Michele Iannarilli, Claudia Pascarella, Loreto D’Emilio, Angelo Madonna, Gino Gabriele, Marco Di Sarra, Domenico Maselli, Valeriano Tasca, Franco Lunghi, Luigi Gabriele, Eliano Fiorelli, Danilo Lisi, Patrizia Tatangelo e lo stesso Antonio Abbate

                                                                                                            Antonio Abbate

17/10/2008

Congresso 18 Ottobre 2008

La Destra Frusinate celebra il primo Congresso Provinciale Sabato 18 ottobre presso la sede Provinciale in via aldo moro, con inizio alle ore 16.

Sarà un passaggio significativo per la crescita del partito, che sarà vissuto da tutti gli iscritti, secondo un vero principio di democrazia partecipata. Infatti gli iscritti avranno diritto di parola e di voto e parteciperanno all’elezione diretta del Portavoce Provinciale e della lista di delegati che andranno a Roma in occasione del Congresso Nazionale del 7/8/9 novembre.

Il Congresso sarà catalizzato dalla presenza del leader Francesco STORACE che illustrerà la mozione “Vivere di idee, per non morire di potere”, un documento perfettamente condiviso dalla totalità degli iscritti.  Tanto è vero che sarà un Congresso unitario, che avrà come candidato l’attuale Portavoce provinciale Antonio Abbate

La mozione è il filo conduttore delle impostazioni future del movimento, dove vengono tracciate le linee guida  che contraddistingueranno la vita del partito.      

Saranno ribaditi soprattutto i concetti che sono i punti focali della politica de La Destra: la dignità, l’autonomia organizzativa, l’attenzione alle problematiche dei più deboli, la lotta al carovita, l’affermazione dell’unità nazionale e per la lotta contro le oligarchie. Il Congresso si aprirà ufficialmente alle ore 16 con il saluto alle autorità e agli ospiti presenti.

La Destra San Giorgio a Liri si dichiara in linea con la Mozione portata avanti da Antonio Abbate.

Sono invitati a partecipare tutti gli iscritti ed i simpatizzanti.

La Mozione di Storace e Abbate le potete trovare sul nostro sito cittadino http://ladestrasangiorgioaliri.myblog.it

Enrico De Simone Portavoce Cittadino La Destra San Giorgio a Liri

13/10/2008

CONGRESSO PROVINCIALE

2012468173.JPG L’imminente celebrazione del Congresso provinciale de La Destra che vedrà esaltati impegno e passione di dirigenti, militanti e di Gioventù Italiana, sta esercitando la funzione di elemento catalizzatore dell’interesse di tante persone che, accostandosi al nostro movimento, decidono di entrarvi a far parte.

Avrà inizio alle ore 16 di sabato 18 ottobre, presso la sede della Federazione provinciale de La Destra, sita a Frosinone,Via Aldo Moro n. 9, la convenzione degli ammessi al voto, cui Francesco Storace, Segretario Nazionale, ha già assicurato che non farà mancare il suo saluto.

            Con la presentazione della mia mozione, ad oggi unitaria ed in linea con le posizioni di Storace, si aprirà il Congresso, chiamato ad eleggere anche i Delegati al Congresso Nazionale,16 in totale, in programma a Roma nei giorni  7-8-9 novembre prossimi.

In ben 39 nostri Comuni si voterà nella prossima primavera per rinnovare i Consigli, oltre a quello dell’Amministrazione provinciale, e contemporaneamente avverranno le consultazioni per il Parlamento europeo.

Appuntamenti importanti che impongono la scelta di percorsi condivisi, ma che non ci faranno dimenticare che il nostro movimento politico è nato per dare voce a tutti coloro che, forti ed orgogliosi di aver affidato a La Destra la propria rappresentanza, auspicano la rinascita morale oltre che economica e sociale del Paese e del territorio ove vivono.

Mai sviliremo con compromessi mortificanti gli ideali ispiratori del nostro modo di intendere la politica, mai  rinunceremo alla nostra etica ed alla nostra dignità.

Di ‘destra’ coerente, pronta a battersi per vincere le sfide che i tempi impongono, c’è veramente bisogno.

 

                                                                                               Antonio Abbate

11/10/2008

M O Z I O N E

CONGRESSO PROVINCIALE

Frosinone – 18 ottobre 2008

M   O   Z   I  O  N   E

Non esiste vento favorevole  

per chi non sa  dove andare

(Seneca)

 

Molte le parole che si potrebbero usare, molte di più di quelle  che qui utilizzerò per ri-affermare quale per noi è l’essenza della destra: passione per la politica, in quanto strumento di sostegno al bene comune; fedeltà agli ideali, perché guida insostituibile di ogni nostro percorso; maestra di morale ed etica comportamentale; amore verso la propria comunità, verso il proprio popolo, cui assicurare, instancabilmente, lealtà e sacrificio.

Queste le nostre convinzioni: una sorta di imperativo categorico che indicherà a ciascuno di noi, indipendentemente dal ruolo che sarà chiamato a ricoprire, il percorso da seguire.

E’ il viaggio di chi conosce la meta, che non inverte improvvisamente la sua marcia per aver scorto all’orizzonte il luogo del soddisfacimento del proprio interesse personale, ma che, con inalterabile spirito di servizio, ambisce a dare il proprio contributo al raggiungimento del bene comune; e ancora, è il viaggio di chi sempre si sente ed agisce consapevole di rappresentare un valore assoluto, non soggetto al relativismo dei tempi.

Così per meglio comprendere e far comprendere l’insuperabile intuizione di Giorgio Almirante, secondo cui occorre “non più soltanto andare verso il popolo, ma sentirsi popolo, esprimere direttamente la volontà del popolo”.

Di fronte alla decadenza che pervade settori vitali della società, si pensi all’assenza di giustizia, di equità sociale, alla rincorsa di modelli che rifiutano culture e appartenenze, per omologarne ogni vitale espressione, sentiamo di poterci battere, sostenuti da grande cuore e lucide intenzioni, per ricostruire una speranza.

Un progetto che si concentra sul recupero della dignità dell’uomo, sul recupero e la conferma degli ideali di una tradizione politica le cui radici, profondamente, sono estese nella Coscienza nazionale.

Vogliamo sempre sentirci ed agire come portatori di un’idea intramontabile, quella di una destra moderna che, per dirla con Teodoro Buontempo, guarda al futuro,  pluralista, impegnata nella difesa della dignità della persona, ma che non recide i propri legami con le radici profonde della propria memoria storica”; e che, come sostiene Marcello Veneziani, non nutre affatto desideri di revancismo ma difende la revisione della storia e difende il diritto ad avere un diverso giudizio storico sul passato”.

Sono certo che saremo sempre più numerosi a coltivare la speranza che la nostra amata Nazione possa finalmente ritrovare la strada per rinnovarsi, contro ogni tipo di casta; che agli Italiani, in patria come in Europa, possa riservarsi finalmente lo spazio che meritano.

Solo scuotendo le nostre coscienze riusciremo ad indicare non scorciatoie ma la strada maestra: agli elettori dobbiamo far capire che la Destra è pronta a fare la sua parte.

All’attuale maggioranza di governo, sintesi di un neocentrismo al cui interno altri sono  confluiti annientando la propria storia e la propria ragione di essere, diciamo che per potersi definire forza di centro destra, c’è bisogno de la Destra.

Quest’ultima potrà esserci non sulla scorta di un semplicistico accordo elettorale per accaparrarsi posti di potere, ma sull’accettazione delle ragioni che diedero vita, appena un anno fa, alla nascita del nostro partito, essenzialmente riconducibili all’esigenza di uno Stato veramente nuovo.

Altrettanto rinnovati dovranno essere i programmi per restituire dignità al governo dei Comuni, delle Province, delle Regioni, quale presupposto indispensabile per un’alleanza che siamo pronti ad accettare per invertire, anche a livello locale, il logoro ed antisociale modello di governo del centro sinistra.

I delineati obiettivi offrono immediatamente, anche per quanto attiene al livello territoriale, indicazioni chiare su quelli che dovranno essere le strategie ed i programmi per il consolidamento del partito nella nostra federazione.

Attraverso la costituzione di un apposito esecutivo politico, così come lo statuto del partito indica, puntiamo ad affrontare gli imminenti impegni elettorali: 39 Comuni, oltre a quello dell’Amministrazione provinciale rinnoveranno i propri Consigli, contemporaneamente alle consultazioni per il Parlamento europeo sulle quali pende la pesantissima ipotesi di riforma, a nostro avviso antidemocratica e da contrastarsi,  che prevede l’eliminazione delle preferenze e l’innalzamento della soglia di sbarramento al 5%.

Sfide importanti che dovranno vederci protagonisti, pronti a trasferire nei programmi elettorali i nostri valori, le nostre idee, nella consapevolezza che, con la nostra affermazione, di fatto, potrà affermarsi il diritto della gente ad essere degnamente amministrata.

Sarà proprio dal prossimo voto amministrativo che la provincia di Frosinone, liberata dagli effetti dall’insipiente governo del centro sinistra, avrà la possibilità, riscoperto  l’alto potenziale che le è proprio, di crescere.

Continuiamo ad occupare da troppi anni una delle più basse posizioni, in quanto a qualità della vita,  nella classifica delle province italiane; un’inversione di tendenza che ci permetta di risalire la china è ormai improcrastinabile.

Economia, occupazione, ambiente, viabilità, infrastrutture, istruzione, gestione del servizio idrico, sono i settori in cui, in maniera incisiva, riteniamo debba proporsi il cambiamento ed unico dovrà essere il criterio informatore: al centro dei programmi dovrà essere posto il cittadino ed i suoi bisogni; a noi de La Destra, cui mai accadrà di ’abbassare la soglia della moralità nella gestione della cosa pubblica’ devono essere lasciati spazi in bianco che sapremo riempire secondo i più corretti canoni del buon governo; con donne ed uomini che utilizzeranno le proprie energie unicamente nella prospettiva della crescita del territorio.

Più facile sarà raggiungere queste mete se la nostra comunità saprà cogliere l’opportunità che le si pone, utilizzando al meglio,  ad esempio, slanci e passioni che sono propri a ciascuno dei suoi componenti: a partire dallo splendido contributo che ci proviene da nostri giovani di Gioventù Italiana, dai dirigenti tutti, dai portavoce dei comitati cittadini, fino all’ultimo degli iscritti.

Mettendo a sistema le risorse che ci derivano dall’essere altro non solo dagli avversari politici del centro sinistra ma anche da chi ha scelto il Partito della Libertà, ci attende un ruolo che dobbiamo, che vogliamo, non delegare ad alcuno: batterci per l’affermazione del diritto al lavoro e per una sana politica a favore della famiglia; per una società che sappia arginare gli anonimi poteri delle grandi multinazionali ed ambisca ad una socialità che affondi nella legalità ogni suo anelito a crescere.

Ispirati da questi principi, con coerenza, con lealtà, con attaccamento estremo agli ideali del nostro partito, intendiamo portare avanti il lavoro iniziato appena un anno fa, con l’irrinunciabile supporto di chi fino ad ora  ha voluto affiancarci e che siamo certi è ancora pronto ad accettare le sfide future dando tutto se stesso, invitando a farlo quanti si avvicineranno, appassionandosene, al nostro progetto, indicando all’esterno i confini, sempre più estesi, di un ambito di azione che ci è caro, che sempre resterà tale.

E senza esitazione supporteremo il nostro Segretario Nazionale Francesco Storace nell’imminente Congresso di novembre: come lui afferma, anche noi affermiamo:

Guarderemo al futuro senza timori, la giustizia sociale è identità netta di una destra che è forte se ha radici salde. Il pensiero unico umilia la persona, la comunità, la Nazione.

Insieme e credendo nei nostri valori, ne sono certo, possiamo vincere ogni battaglia!

Frosinone, 24 settembre 2008

 

                                                                            Antonio Abbate

26/06/2008

I possibili nuovi Aspetti Istituzionali del Lazio...

a02be28f600760971053b35468d6338b.jpgSicuramente quanti come me hanno a cuore il nostro territorio considerano l’attuale momento particolarmente favorevole per l’avvio di quel processo di riassetto istituzionale che, partendo dal riconoscimento di Roma capitale e dal suo inevitabile distacco dal Lazio, produrrebbe, finalmente, per le restanti province di Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina, parti costituenti dell’ipotizzata nuova Regione, maggiori risorse e programmi di crescita fin qui negati.

 

Su tale prospettiva, illustrata con rinnovata convinzione da Gianni Alemanno, neo sindaco di Roma, fonda la speranza di molte forze politiche, tra cui La Destra, che, nella nostra provincia, su invito dell’On. Angelo D’Ovidio, hanno di recente sottoscritto un documento che auspica la nascita del nuovo soggetto “Lazio”.

 

Frand708229946dc2b5457cfc447eac79f3c.jpgcesco Storace presiederà la speciale commissione per Roma capitale, altro elemento di non poca rilevanza per l’effettiva definizione dell’iter che dovrà aprire la strada al nuovo assetto istituzionale della nostra regione.

 

Un progetto politico importante, quindi, per le ricadute economiche e sociali che ne deriverebbero e la cui priorità risiede proprio nella nascita di una  nuova regione: solo dopo la sua realizzazione, infatti, sarà possibile ottimizzare il potenziale intrinseco alle diverse tradizioni storico- culturali, presenti numerose nelle varie province.

La rivitalizzazione di tanto patrimonio permetterà la permanenza e la valorizzazione delle diverse identità che, spesso relegate a mero strumento di difesa campanilistica delle aree di appartenenza, divengono mutilanti elementi di contrapposizione territoriale  e non di coesione per lo sviluppo.

 

Si pensi ad esempio alle particolari differenziazioni che a livello storico e sociale caratterizzano il nord ed il sud della provincia di Frosinone: il Lazio, senza Roma che fagocita la maggior parte delle risorse, potrà sicuramente esaltare le tradizioni di due terre dissimili, sarà più facile esaminare intelligenti proposte come quelle dell’amico Mario Alberigo che, suggestivamente, ma non per questo immotivatamente, ha lanciato l’ipotesi della provincia bipolare di Frosinone e Cassino o la proposta dell’On. Alfredo Pallone che ipotizza una regione del Lazio meridionale.

 

Altrettanto più facile diventa immaginare, ed aggiungo finalmente, il sostanziale riconoscimento di autonomia culturale tra le citate aree, che barriere fisiche hanno diviso fin qui non solo geograficamente.

 

Tutto potrà accadere, ma solo dopo, a mio avviso, che Roma sarà altra cosa dal Lazio.

                                                                                                  Antonio Abbate

24/06/2008

L’Orgoglio dell’identità meridionale

a15e815646acf3a3713ecbc226b10e60.jpgUn grande successo la conferenza di ieri organizzata da La Destra a Cassino presso la Sala Restagno del Municipio, dal titolo “l’Orgoglio dell’identità meridionale”, che ha visto la presenza anche del Sindaco della città, Bruno Scittarelli.

 

Così commenta il portavoce de La Destra della provincia di Frosinone Antonio Abbate:

“Un convegno che segna un punto fondamentale per quello che è e sarà il futuro programma politico de La Destra nella provincia di Frosinone; una tappa necessaria per ribadire che la nostra crescita sociale non può prescindere dalla riscoperta delle origini di una terra, quella del sud del Lazio, che ha tanto da dire e da dare per lo sviluppo di una intera regione.

La Destra vuole infatti condurre una politica fondata sul rispetto di ogni identità culturale, compresa quella meridionale, denigrata purtroppo da un asse politico che con l’andare del tempo si è spostato sempre più a nord e che ha prodotto in questa terra fenomeni di alta marginalità produttiva, pur vantando essa potenzialità enormi, tali da fornire una spinta di sviluppo fortissima a tutto il Sud Italia, area per ora destinataria di scelte politiche troppo spesso completamente inadeguate. 0ecdc0dfd5c4fbddce0d38d01f0a6123.jpg

Un convegno che, grazie al contributo di relatori come il dott. Rongione, il prof. Di Stefano, l’avvocato Corradini ed il dott. Salemi, ci ha fornito elementi storici necessari per farci capire l’importanza di un territorio che dopo l’Unità dItalia è stato dimenticato a vantaggio di un Nord che  ne ha depauperato le risorse, dipingendo spesso come terra di briganti e banditi una parte della Nazione che oggi invece deve essere ri-valorizzata a tutti i livelli, da quello culturale e sociale a quello politico ed economico.

Il partito de La Destra lavorerà dunque per lo sviluppo di questa area che, a nostro avviso, è stata beneficiaria di tante promesse ma ha visto pochi fatti, con la complicità di una politica sempre più convinta che il cardine dell’economia italiana sia il Nord. 0c607a188dd67ffeb21222990572bd2a.jpg

È iniziata per La Destra una nuova stagione politica alla riscoperta della propria identità, per nulla paragonabile al fenomeno leghista, spesso mirante a dividere l’Italia invece che ad unirla, che necessariamente dovrà tendere a dare più importanza a questa terra, anche eventualmente andando a rivedere gli assetti organizzativi della regione.

Un grazie particolare dunque ai relatori e a tutti i presenti alla conferenza, in particolare al Sindaco di Cassino, Bruno Scittarelli che non ha voluto far mancare il suo importante contributo alla manifestazione”.

                                                                                           

Volantino Gioventù Italiana

675ea25fadd3f0d6602e25e92c286d77.jpg

22/06/2008

Eclatante iniziativa di protesta nazionale dei Giovani de La Destra

montecatini2.jpgIl Movimento giovanile del partito di Storace mobilitato in tutta Italia contro il Caro-benzina copre le colonne di distribuzione dei self service.
Nella notte fra venerdì e sabato 14 giugno, il movimento giovanile che fa capo al partito di Storace ha dato vita in molte città italiane a una singolare manifestazione di protesta contro il caro-benzina, finalizzata alla presentazione di una proposta di legge per l’abolizione delle accise sui carburanti.
I giovani de La Destra, muniti di sacchi neri e volantini, hanno coperto le colonnine dei self service impedendo la normale erogazione della benzina.
Questa iniziativa, che farà sicuramente discutere, si ricollega a diverse prese di posizione dei vertici de La Destra e del suo movimento giovanile che già da tempo avevano lanciato la proposta per l’abolizione delle accise le quali sono state inserite negli anni per finanziare eventi straordinari quali la guerra in Abissinia, la crisi di Suez o la missione in Libano e in Bosnia degli primi anni
80.
La proposta de La Destra prevede il taglio completo dell’accise sui carburanti e una tassazione straordinaria per banche e finanziarie che possa ricoprire i mancati introiti dello Stato. In Italia secondo i dirigenti de La Destra soltanto i cittadini sono martoriati dalle tasse , mentre altre categorie come quella bancaria e finanziaria ne sono quasi esenti ed hanno la possibilità , anche grazie a strumenti quali il signoraggio, di arricchirsi a dismisura alle spalle della nazione.
L’On. Teodoro Buontempo Presidente del partito dichiara quanto segue:
Le azioni di protesta non finiranno qui- spiega il responsabile dei giovani de La Destra Luca Lorenzi- Non ci fermeremo finché non avremo raggiunto il nostro scopo e il Governo non deciderà di togliere le accise che gravano sul caro vita degli italiani , in questi giorni inoltre, il nostro movimento ha stampato migliaia di manifesti sulla questione che saranno affissi in tutte le città italiane per invitare i cittadini a firmare per la nostra proposta , siamo sicuri- conclude Lorenzi- che nel giro di un mese riusciremo a raccogliere decine di migliaia di firme da poter presentare a Roma contro quello che possiamo definire “la spada di Damocle sulle tasche degli italiani”.

 accise11.jpgpisa.jpgtamoil.jpgaccise1.jpg

18/06/2008

Gioventù Italiana lancia la battaglia contro le accise sulla benzina

La Battaglia alle accise sulla benzina iniziata da Gioventù Italiana del Cassinate già nel Febbraio scorso ora diventa parte integrante della Linea Nazionale di G.I. 

Luca Lorenzi dirigente di Gioventù Italiana dichiara : E’ iniziata la nostra battaglia contro le accise sulla benzina , solo così potremmo fermare il caro vita e ridare slancio alla nostra economia . I soldi lo Stato dovrà andarli a prendere a banche e finanziarie e non dalle tasche già ultra tassate dei cittadini . Scenderemo nelle piazze e raccoglieremo le firme famiglia per famiglia per sottoscrivere una proposta di legge per il taglio delle tasse sui carburanti .

Un paese è in ginocchio, un popolo all’affanno economico, spinto sull’oblio dei continui rincari dei beni di consumo e di prima necessità, dal continuo aumento dei prezzi dei servizi essenziali una volta pubblici , dall’impossibilità di accedere ad un mutuo per l’ acquisto della prima casa ed infine dal caro benzina .
La situazione geopolitica internazionale impone un rialzo del prezzo del greggio venduto al barile, dovuto alla continua richiesta della materia prima da parte delle nuove potenze economiche orientali e dal potere di contrattazione di paesi membri dell’OPEC (Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio ) che ad oggi impongono il prezzo della benzina sui mercati internazionali. Oltre a questa assurda situazione che vede il nostro paese come vittima del ricatto energetico internazionale, assistiamo al ricatto dei nostri governanti nazionali che in questi ultimi 50 anni non hanno saputo altro che aumentare le accise sui carburanti .
Ad oggi infatti il 60 % del costo del carburante viene intascato dallo Stato per tasse assurde .
Le accise infatti sono state utilizzate per reperire fondi o entrate pubbliche straordinarie.
Purtroppo, una volta decise non sono mai state rimosse dopo aver raggiunto lo scopo.

1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
14 lire per la crisi di Suez del 1956;
10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
10 lire per l’ alluvione di Firenze del 1966;
10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
75 lire per il terremoto dell’ Irpinia del 1980; (anche se dopo tutti questi anni sono ancora molte le famiglie dell’ Irpinia senza una casa)
205 lire per la missione in Libano del 1983;
22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
39 lire (0,020 euro) per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004.
Totale 485,9 lire/l (0,25 €/l)

Al termine dei conti possiamo contare una tassazione che costituisce più del 60% del prezzo finale di un litro di benzina , infatti abbiamo :

1. accisa (sopra indicate)
2. Iva sul prezzo
3. Iva sull’accisa (una tassa sulla tassa!)
Nota: in Italia non è possibile tassare una tassa perché le tasse per essere ritenute valide devono produrre benefici diretti al consumatore che paga quel tributo
4. tassazione dei profitti delle compagnie

Se andiamo a confrontare i dati Italiani con quelli europei comprendiamo quanto i consumatori nel nostro paese siano svantaggiati , infatti le accise italiane sono del 57,1% superiori al minimo UE.
Le imposte sui carburanti costano agli italiani, in proporzione al reddito, più che agli altri cittadini europei: Le imposte su un pieno di benzina al mese su un’auto di media cilindrata equivalgono al 2,65% del nostro Pil pro capite, contro il 2,25% dei francesi, 2,33% dei tedeschi, 1,79% degli svedesi.
Per dare un idea più concreta di quello che accade alle tasche degli italiani ogni volta che fanno benzina consideriamo i costi per un’automobile di piccola cilindrata a benzina : Pieno medio 44€ di cui 27€ sono imposte .
Considerando invece gli introiti globali della vendita dei carburanti si arriva a cifre da capogiro : 56,2 miliardi di euro nel 2007, di cui 43,6 sulla rete distributiva stradale e autostradale. Sono suddivisi in 21,2 miliardi di euro per la benzina (pari al 37,8% del totale) e 34,9 miliardi di euro per il gasolio (pari al 62,2%).
Di quei 56,2 miliardi di euro, solo 19,3 miliardi sono il vero carburante che finisce nei motori, cioè il 34,3% della spesa.

Invece, circa 5,2 miliardi di euro costituiscono il costo del servizio di logistica e capillare distribuzione all’utente finale o la remunerazione della fase di commercializzazione: una componente che vale il 9,3% della spesa.

Però la batosta vera sono i circa 31,7 miliardi di euro di imposte pagate all’erario (accise e imposta sul valore aggiunto) Insomma, su 100 euro di pieno 56,4 euro vanno allo Stato.

Questa situazione è ormai diventata insostenibile , visto anche il continuo rincaro della materia prima , per cui il nostro paese dovrà decidere a cambiare rotta . Di fatto una tassazione così estrema dei carburanti non fa altro che rallentare lo sviluppo economico del nostro paese facendo aumentare vertiginosamente l’inflazione e il costo della vita delle famiglie italiane i cui redditi sono congelati ormai dal tempo dell’entrata in vigore dell’Euro .

Lanciamo dunque la nostra proposta che diventerà una battaglia nazionale operata per il bene del popolo italiano, scenderemo nelle piazze e raccoglieremo le firme famiglia per famiglia per sottoscrivere una proposta di legge per il taglio delle tasse sui carburanti .

La nostra proposta è chiara quanto attuabile :

Eliminazione immediata delle accise ormai decadute e della tassazione ad esse associate , facendo così si diminuirebbe drasticamente il prezzo dei carburanti di circa 40 centesimi al litro . Questo non significa eliminare le tasse sulla benzina che in ogni caso rimarrebbero (Iva sul prezzo e tassazione profitti compagnie) ma eliminare una speculazione in atto da parte dello Stato nei confronti delle tasche dei cittadini.

Dove verranno recuperati questi soldi da parte dello Stato?

I mancati incassi delle accise sul carburante dovranno essere presi da coloro che realmente stanno arricchendosi alle spalle dei cittadini ovvero il sistema bancario .
Il sistema politico ad oggi vigente che potremmo definire composto da veri e propri “Camerieri delle banche “ ha fatto si che le banche centrali dopo essere state svendute a banche e finanziarie private potessero stampare moneta corrente e prestare tale moneta agli Stati nazionali al valore nominale . Per cui la Bce (Banca centrale europea in mano a privati) stampa una banconota da 100 euro la paga 30 centesimi la “presta” allo Stato italiano che dovrà restituirla alla banca centrale con gli interessi , questo stato di cose (signoraggio) fa si che i debiti pubblici degli Stati aumentino sempre più a tutto vantaggio dei poteri bancari che stanno dietro alle Banche Centrali.
Inoltre le banche centrali non pagano le tasse sugli introiti di tale prestito.
Per fare in modo che torni la giustizia sociale nel nostro paese , il governo dovrà impegnarsi a prendere le risorse economiche là dove sono concentrate le vere ricchezze finanziarie ovvero dalle mani degli aguzzini del nostro popolo che si ad oggi si chiamano banche.

Per questo formuleremo una proposta di legge corredata da migliaia di firme per chiedere che vengano finalmente tolte tutte le accise sulla benzina e che i mancati introiti di tali tasse possano essere recuperati attraverso una forte tassazione straordinaria delle banche e delle finanziarie imponendo una tassa patrimoniale che non ricada sul costo dei conti correnti degli italiani ma sui guadagni e sui patrimoni bancari.

16/06/2008

“L’orgoglio dell’identità meridionale”

e5e3ea8d9a148b606fe4520b326f783c.jpgLa Federazione provinciale di Frosinone de "la Destra" presenta il suo primo convegno a Cassino, nella Sala Restagno del Municipio, il 21 giugno 2008 alle ore 17,00, a cura del responsabile alla Cultura del Direttivo provinciale, prof.ssa Amelia Favilla.

Il Convegno mira a restituire dignità alla popolazione del Meridione da troppo tempo, ormai, dimenticata nei fatti dalla politica e la cui dignità è a volte pericolosamente calpestata anche da rappresentanti delle istituzioni. Siamo Meridionali e orgogliosi di esserlo, la misera e difficile situazione occupazionale, economica e sociale delle nostre terre non dipende dagli uomini che vi nascono e vivono, anzi essi rappresentano "l'intellighenzia" dell'Italia, ma da chi governa ancora con l'idea che l'Italia è divisa in " nordici e sudici" (S. Sonnino).

La Destra ha scelto, quali relatori del Convegno, tutti validi uomini meridionali che mostreranno l'infondatezza di tali pregiudizi politico-ideologici: il dottor Giovanni Rongione, il professor Lino Di Stefano e l’avvocato Ferdinando Corradini. Essi relazioneranno rispettivamente sui seguenti temi: "Il Meridione nell'unità d'Italia", "La crisi dell'identità", "Il leone e la bicornia".

Presiederà i lavori un illustre Meridionalista, che ha dedicato molto tempo a studiare questa tematica, il dottor Giovanni Salemi.

Presenterà l'iniziativa il Portavoce provinciale de "la Destra", architetto Antonio Abbate, che ha dichiarato: ”Rivendicare la meridionalità significa anche restituire la speranza a quei tanti giovani che si trovano oggi a progettare il proprio futuro in realtà territoriali massacrate, che difficilmente offrono opportunità di realizzazione e sviluppo e che costringono spesso all’emigrazione. Significativo in tal senso l’invito di Papa Benedetto XVI ai giovani del Sud, in occasione della sua recente visita a Brindisi, a non lasciarsi scoraggiare dal fenomeno drammatico della disoccupazione, a non lasciarsi irretire da facili guadagni, a continuare a credere che si possa ancora realizzare una società più giusta”.

Tutti coloro che sono interessati alla tematica e a difendere oltre che a riaffermare il valore della propria "meridionalità" sono invitati a partecipare al Convegno per apportare un contributo personale in idee e suggerimenti.


Antonio Abbate

15/06/2008

Strade protette

c41d4e6398b8bcac21d9abf997064fad.gif Case chiuse? No, meglio le coop” L’esponente de la Destra, a capo di un gruppo di sole donne, ha depositato in Cassazione un quesito referendario al fine di “liberare le donne dalla schiavitù”. E’ è nato anche un sito . Roma, 28 maggio 2008 - Daniela Santanchè ha salito le scale del Palazzaccio a Roma per andare a depositare nella cancelleria della corte di Cassazione un quesito referendario: abolire, parzialmente, la legge Merlin, “un’iniziativa coraggiosa, di civiltà che non vuole - dice lei - avere nulla di provocatorio, ma che riguarda le donne che devono essere liberate dalla schiavitù dello sfruttamento e la sicurezza dei cittadini, che debbono avere strade protette e sicure”. Il comitato promotore è composto di sole donne, ed è già questa la novità, tanto che in cancelleria hanno dovuto preparare nuovi tabulati perché erano tutti prestampati col ’signori’. La portavoce de La Destra precisa subito: “Sono contro le case chiuse, le case di prostituzione dello Stato, sarebbe una battaglia di retroguardia”, e ipotizza, se del caso, più moderne “cooperative di donne”.
In ogni caso “la legge Merlin ha più di 50 anni, va cambiata, non può essere che la prostituzione sia un reato. Basta con i tabù”. Per chi vuole saperne di più è nato anche un sito www.stradeprotette.com. , dove sarà poi possibile firmare anche per il referendum; la raccolta firme partirà dopo il via libera della corte, dalle spiagge alle strade, assicura battagliera Santanché, che fa anche un appello bipartisan alle forze politiche, e soprattutto alle donne, di qualunque schieramento.
L’iniziativa è “culturale, prima che politica”, vuole “spezzare i tabù, il fare finta che non c’è”, sottolinea la Santanchè, che - a chi vuole fare ancora lo struzzo - ricorda: in Italia, dal mattino alla notte inoltrata, sono sulle strade 70mila prostitute e “ogni corpo di donna sulla strada fa a guadagnare al mese 5000-7000 euro ai maschi”.
Ecco perché “serve una nuova regolamentazione della prostituzione, per restituire la libertà alle donne da questa schiavitù e per dare sicurezza ai cittadini”. “Non si fa altro - incalza Santanché - che parlare di sicurezza e poi non si pensa al problema della prostituzione sulle strade. Il governo nel pacchetto sicurezza metta anche questo”. Si rivolge anche al ministro dell’Interno Maroni, perché “parlare di sicurezza senza affrontare la prostituzione non ha alcun senso. Gli manderò il quesito per l’abolizione della Merlin; mi piacerebbe che il governo si impegnasse per fermare lo sfruttamento delle donne sulle strade”.
Perché infatti, si chiedono Santanché e le donne del comitato promotore sul sito dedicato all’iniziativa deve essere ancora in vigore una normativa che “fa reato della prostituzione esercitata nel chiuso di un`abitazione e lascia invece campo libero alla prostituzione esercitata all`aperto? Anche la più sfacciata e invadente, quella che avvelena e degrada le nostre strade e più offende e preoccupa i cittadini?”. E via dalle strade le donne, avranno la “possibilità di decidere il proprio destino, anche quello di cercare una “possibilità di riscatto”.

LUXURIA: PRINCIPIO SIA AUTODETERMINAZIONE

“Se si parte dal principio di autoderminazione delle lavoratrici del sesso, dopo si può discutere di tutto”, ma più che lo strumento del referendum servirebbe “un ampio dibattito culturale e parlamentare”. Vladimir Luxuria commenta così la proposta di referendum abrogativo di alcune parti della legge Merlin, presentata dalla portavoce de La Destra, Daniela Santanchè.

“Se si tratta di riaprire le case chiuse -spiega l’ex parlamentare di Rifondazione comunista- mi stupirebbe una proposta del genere fatte da una persone come la Santanchè che ha sempre dimostrato sensibilità verso la condizione della donna”. Luxuria ricorda come nelle case chiuse dell’Italia ‘ante legge Merlin’, la donna era “schiacciata dal maschio italico, non aveva la possibilità di rifiutare i clienti, sottoposta a violente ispezioni mediche”.
Oggi «si deve affrontare il tema della prostituzione con i centri erotici, in cui le lavoratrici del sesso possano unirsi in cooperative».

Sulle strade, invece, Luxuria propone una “politica di zonizzazione”, l’individuazione cioè di zone “in cui le lavoratrici del sesso possano lavorare senza dare fastidio, ma anche sentendosi sicure e protette. Quelli che alcuni chiamano i quartieri del sesso”.

GIOVANARDI BOCCIA REFERENDUM: NO A CASE CHIUSE

“Multe e sequestro dell’automobile” per scoraggiare la prostituzione di strada. Ma “se si aprissero le case chiuse si aggiungerebbe semplicemente un altro segmento al variegato mondo dello sfruttamento”. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla Famiglia e alla Droga, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, boccia senza appello il quesito referendario promosso da Daniela Santanche’ (La Destra) per abolire, parzialmente, la legge Merlin.

Secondo Giovanardi bisogna “prendere atto che c’e’ gia’ una realta’ ben precisa: se qualcuno vuole accedere basta che prenda un giornale e telefoni, il tutto senza adescamento o sfruttamento e senza tutti quegli aspetti che vanno assolutamente combattuti, partendo dalla resa in schivitu’ delle donne”. Quello che serve, dunque, aggiunge il sottosegretario, “e’ una lotta senza quartiere ai trafficanti e ai mercanti di schiavi e una battaglia a tutti gli aspetti inaccettabili della prostituzione di strada”.

Per arginare poi la prostituzione di strada Giovanardi spiega che “e’ necessario mettere in galera le bande di trafficanti e quelli che imbrogliano o rapiscono le donne in giro per il mondo obbligandole a prostituirsi, altrimenti le ammazzano, rendendole cosi’ schiave. Una lotta senza quartiere contro sfruttatori e trafficanti”. Ma non finisce qui: “Certamente servono anche sanzioni per i clienti, i quali riducono quartieri interi delle nostre citta’ a vivere in situazioni indecorose e incivili”.

22/05/2008

20esimo anniversario della morte di un "Grande Italiano"

e54587e17f33735199d0f6ac00f9f732.jpgGiorgio Almirante nasce a Salsomaggiore, in provincia di Parma, il 27 giugno 1914.
Il padre, attore, direttore di scena di Eleonora Duse e di Ruggero Ruggeri e poi regista del cinema muto, apparteneva ad una famiglia di attori e di patrioti, con ascendenti appartenenti all'alta nobiltà di Napoli. Il piccolo Giorgio visse quindi i suoi primi anni seguendo la famiglia da una città all'altra, fino a che gli Almirante si stabilirono a Torino, dove intraprese studi regolari. Successivamente, si trasferì con la famiglia a Roma, dove si iscrisse all'università nella Facoltà di Lettere. Parallelamente agli studi, intraprese la carriera di cronista praticante presso "Il Tevere", quotidiano fascista diretto all'epoca da Telesio Interlandi. Vi rimase fino al luglio 1943, ormai trentenne. Conseguita la laurea in lettere e l'abilitazione all'insegnamento di materie classiche, dopo sei anni di praticantato gratuito, viene nominato da Interlandi caporedattore e, poco dopo, anche segretario di redazione della nuova rivista "La Difesa della razza", inizialmente diretta dallo steso Interlandi. Cresciuto dunque in piena epoca fascista, come gran parte dei suoi coetanei milito nelle organizzazioni giovanili fasciste, ma durante il regime non andò oltre la carica di fiduciario del GUF della facoltà di lettere dell'università di Roma. Quasi cinquant'anni dopo, avrebbe ammesso di essere stato allora razzista e antisemita in buona fede e per motivi politici (come molti giornalisti italiani poi passati all'antifascismo); la collaborazione alla "Difesa della razza" fu, di tutta la sua vita, l'unica esperienza che sconfessò completamente, pur conservando un ottimo ricordo di Interlandi. Inoltre, è noto che Almirante, durante il periodo della Repubblica di Salò, salvò dalla deportazione in Germania un suo amico ebreo e la famiglia di questo, nascondendoli nella foresteria del ministero della Cultura popolare a Salò. Intanto, scoppia la seconda guerra mondiale, evento che vedrà Almirante coinvolto anima e corpo. Infatti, essendo stato richiamato alle armi come sottotenente di complemento di fanteria, viene mandato in Sardegna a comandare un plotone di guardia alla costa, un compito non certo esaltante. Almirante, invece, desiderava partecipare attivamente alle operazioni di guerra; si offrì dunque volontario per il fronte dell'Africa settentrionale, e a tal fine si fece nominare corrispondente di guerra. Raggiunse Bengasi alla fine dello stesso mese di giugno dove visse le alterne fasi della guerra fino a tutto il 1941, ottenendo la croce di guerra al valor militare. Tornato poi a Roma, riprese il suo posto di caporedattore de “Il Tevere”. La mattina del 26 luglio 1943, però, Mussolini cade. Come politico sembra ormai del tutto finito. Numerose sono le defezioni fra i fascisti, molti dei quali passano improvvisamente al fronte democratico, comportamento che invece Almirante rifiuta. Rimane dunque improvvisamente solo: anche il suo ex direttore, Interlandi, viene arrestato come "fascista pericoloso".

Ai primi di agosto Almirante risponde ad una nuova chiamata alle armi, come tenente, presentandosi a Frosinone presso il suo vecchio reggimento di prima nomina. La viene sorpreso, l'8 settembre, dalla notizia dell'armistizio; il giorno dopo, trovandosi a comandare provvisoriamente una compagnia distaccata, viene abbandonato da superiori e sottoposti e preso dai tedeschi, dai quali ottiene però di arrendersi con l'onore delle armi e di essere lasciato libero; raggiunge allora il colonnello comandante dell'ormai dissolto reggimento e, una volta ottenuta una formale licenza, torna Roma a piedi. Dopo il discorso di Mussolini alla radio di Monaco che invitava ad un ricompattamento dei fascisti e quello del maresciallo Graziani al teatro Adriano di Roma, compie la sua scelta di campo: si arruola nella costituenda Guardia Nazionale Repubblicana con il grado di capomanipolo. Dopo pochi giorni di lavoro a Venezia, Almirante passa alla sede di Salò dove svolge varie mansioni: prima Capo di Gabinetto del Ministro della Cultura Popolare poi Attendente di Mussolini. La sua attività di funzionario ministeriale viene interrotta tra il novembre 1944 e il gennaio 1945 dalla sua partecipazione, come tenente comandante del reparto del Ministero della Cultura Popolare nella Brigata Nera Autonoma Ministeriale, alla campagna antipartigiana di Val d'Ossola, durante la quale però egli e i suoi uomini non hanno mai occasione di partecipare ai combattimenti. Il 25 aprile 1945 Almirante, che aveva seguito Mussolini e il ministro Mezzasoma a Milano, entra in clandestinità, a causa delle rovinosa caduta del fascismo. Rimane in questa condizione per più di un anno e mezzo. Uscito dalla clandestinità nel settembre 1946, si reca a Roma e da lì intraprende un'intensa attività politica, partecipando alla fondazione di un gruppo di reduci fascisti repubblicani, il "Movimento Italiano di Unita Sociale" (MIUS). Il 26 dicembre 1946, invece, Almirante partecipa alla riunione costitutiva del "Movimento Sociale Italiano" (MSI), che si svolge a Roma nello studio dell'assicuratore Arturo Michelini. Contrariamente a quanto si crede, infatti, Almirante non è stato da subito segretario del MSI, compito che per diversi anni toccò a Nichelini. Nel 1948 Almirante conduce, per le elezioni politiche del 18 aprile, una durissima campagna elettorale; il MSI ottenne il 2 per cento dei voti ed entrò in Parlamento con sei deputati, tra i quali lo stesso Almirante, e un senatore. Almirante in quella prima fase rappresentava la continuità ideale con il fascismo repubblicano. Fu confermato segretario del MSI dopo i primi due congressi nazionali del partito (Napoli, giugno 1948; Roma, giugno-luglio 1949).

Nel corso delle successive legislature della Repubblica Almirante si distinse in battaglie ostruzionistiche in Parlamento come quella contro l'attuazione dell'ordinamento regionale dello Stato. Altre battaglie lo vedono protagonista, come ad esempio quella contro la legge Scelba sul divieto della ricostituzione del Partito fascista o contro la riforma elettorale maggioritaria di De Gasperi, in difesa dell'italianità di Trieste e dell'Alto Adige, contro la nazionalizzazione dell'energia elettrica e contro la riforma della scuola media.

Nel 1969 muore Michelini e, di fronte al problema della successione alla guida di un partito in grave crisi, (nelle elezioni politiche del 1968 era sceso al 4,5 per cento dei voti, suo minimo storico ad eccezione del risultato del 1948), il gruppo dirigente del MSI elegge Almirante segretario nazionale all'unanimità.

La segreteria Almirante mira fin dall'inizio all'unita delle destre, trattando a tal fine con i monarchici e con gli indipendenti di centro-destra. Nelle elezioni regionali del 7 giugno 1970 il MSI ebbe una discreta ripresa, anche grazie al lancio di alcune parole d'ordine da parte del segretario: "alternativa al sistema", "destra nazionale" e cosi via. Inoltre, forte presa sull'elettorato ebbe l'idea della formazione di un "Fronte articolato anticomunista" con altre forze politiche, agglomerato che poi di fatto costituì la Destra Nazionale. Il risultato di questa operazione di maquillage porta il partito ad ottimi risultati nelle elezioni regionali siciliane e amministrative del 13 giugno 1971: il 16,3 per cento dei voti in Sicilia e il 16,2 per cento a Roma.

Il 28 giugno 1972 la Procura della Repubblica di Milano chiede alla Camera l'autorizzazione a procedere contro il segretario nazionale del MSI per il reato di ricostituzione del disciolto Partito fascista, autorizzazione concessa con 484 voti contro 60; ma l'inchiesta sulla presunta ricostituzione del PNF, trasferita alla Procura della Repubblica di Roma non fu mai portata a termine. Nel 1975-76 Almirante prova a rilanciare il suo partito con un'iniziativa che doveva rappresentare una nuova fase dell'operazione Destra Nazionale: la "Costituente di destra per la liberta", organizzazione esterna e alleata, fondata il 22 novembre 1975. Ma nelle elezioni politiche del 20 giugno si consuma la scissione dall'organizzazione giovanile del partito, il Fronte della Gioventù. Almirante commissaria questa organizzazione, e il 7 giugno 1977 nomina egli stesso il nuovo segretario del Fronte nella persona di Gianfranco Fini, allora venticinquenne, che già si era guadagnato la sua fiducia.

Le elezioni regionali e amministrative del 1978 danno però risultati negativi al MSI-DN. Nel corso della campagna elettorale, fra l'altro, un esponente di Democrazia Nazionale lo aveva accusato di favoreggiamento personale nei confronti di un presunto responsabile della strage di Peteano (avvenuta nel 1972); l'accusa, pur smentita dal senatore di Democrazia Nazionale sulle cui confidenze avrebbe dovuto basarsi, portò ad una lunga inchiesta, al cui termine Almirante fu rinviato a giudizio con altri, ma amnistiato prima dell'inizio del processo. Questo fu l'unico coinvolgimento di Almirante in un'inchiesta su fatti di terrorismo; in un altro caso egli, avendo avuto notizia nel luglio 1974 dei preparativi di un attentato ad un obiettivo ferroviario, ne informo subito le autorità.

Iniziata la IX legislatura, diviene presidente del Consiglio Bettino Craxi, che sembrava intenzionato a "sdoganare" il MSI-DN. Ma il partito di Almirante rimase sostanzialmente isolato a destra; e se in un'importante occasione sostenne di fatto il governo Craxi, permettendo nel febbraio 1985 la conversione in legge del cosiddetto secondo decreto Berlusconi, lo fece per una convergenza di interessi con alcune forze della maggioranza (contro il monopolio televisivo di Stato).

Nel luglio 1984 Almirante annuncia la propria intenzione di lasciare la segreteria per ragioni di salute entro la fine dell'anno, in occasione del prossimo congresso nazionale. Ma il partito gli chiede quasi all'unanimità di recedere da tale proposito. L'anziano leader acconsente a rimanere in carica ancora per un biennio. Il XIV congresso nazionale del MSI-DN (Roma, novembre-dicembre 1984) lo rielegge segretario per acclamazione, ignorando la contrapposta candidatura di Tomaso Staiti. Con queste assise inizia la fase finale della seconda segreteria Almirante, in cui tutte le cariche principali furono affidate ad uomini della vecchia guardia e di tutte le correnti. Almirante, poi, assunse personalmente la carica di direttore politico del Secolo d'Italia.

Il 12 maggio 1985 il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali il 6,5 per cento dei voti (suo massimo storico in questo genere di consultazioni) e riportò a Bolzano, nelle elezioni comunali, l'ultimo clamoroso successo del periodo almirantiano, divenendo il primo partito del capoluogo di quella provincia la cui italianità era sempre stata difesa dai missini. Un altro buon risultato il MSI-DN ottenne nelle elezioni regionali siciliane del giugno 1986. Nell'agosto dello stesso anno il segretario missino, colto da malore, dovette essere ricoverato nella clinica romana di Villa del Rosario.

Nelle elezioni politiche del 14 giugno 1987, in occasione delle quali Almirante condusse la sua ultima campagna elettorale, il MSI-DN scese al 5,9 per cento dei voti, 35 seggi alla Camera e 16 seggi al Senato: un insuccesso che concludeva un periodo di quattro anni assai positivo, anche se i risultati particolareggiati confermavano il radicamento del partito in ogni parte d'Italia. Il 6 settembre successivo, in occasione della festa Tricolore di Mirabello (Ferrara), Almirante presentò ufficiosamente come proprio "delfino" il trentacinquenne Gianfranco Fini, il più giovane deputato del MSI-DN. Almirante teneva moltissimo a che il suo successore fosse un suo uomo di fiducia; ma il designato avrebbe potuto essere anche della sua stessa generazione, e in questo caso sarebbe stato probabilmente il vicesegretario vicario Servello. L'imprevista scelta in favore di Fini fu da molti considerata, in quei mesi, un mero stratagemma di Almirante per continuare a dirigere il partito, in qualità di presidente, dopo avere lasciato la segreteria; sette anni dopo, invece, tale scelta si sarebbe rivelata retrospettivamente una delle più felici del fondatore della Destra Nazionale, avendo liberato il MSI-DN dall'ipoteca di un gruppo dirigente troppo anziano e dunque troppo legato al passato per poter mai uscire dal ghetto politico della destra radicale.

Per ovvie ragioni la maggioranza dei vecchi notabili missini accolse con freddezza o aperta ostilità la candidatura di Fini, che incontrava invece il favore di vari notabili della generazione successiva. Nella fase precongressuale il partito fu lacerato dalle più dure polemiche dell'ultimo decennio, polemiche che non risparmiavano il segretario uscente.
Ad ogni modo, Almirante fu eletto presidente del partito il 24 gennaio 1988, per acclamazione, dalla maggioranza del nuovo comitato centrale, incarico che mantenne per soli quattro mesi, gli ultimi della sua vita. Il 22 maggio 1988, dopo mesi di sofferenze e di ricoveri Giorgio Almirante si spegne nella clinica di Villa del Rosario.

Biografia essenziale

-G. Almirante e F. Palamenghi-Crispi, "Il Movimento Sociale Italiano", cit.;


-F. Franchi, "Una congiura giudiziaria. L'autorizzazione a procedere contro Almirante", Milano 1974;


-A. Baldoni, "Noi rivoluzionari", Roma 1986;


-G. de' Medici, "Le origini del MSI", Roma 1986;


-G. Roberti, "L'opposizione di destra in Italia (1946-1979)", Napoli 1988; "Secolo d'Italia", 23 maggio 1988;


-P. Ignazi, "Il polo escluso. Profilo del Movimento sociale italiano", Bologna 1989;


-G. Mughini, "A via della Mercede c'era un razzista", Milano 1991;


-A. A. Mola, "Giorgio Almirante", in AA. VV., "Il Parlamento italiano" 1861-1988, vol. XX, Milano 1992, pp. 429-448, e bibliografia relativa, ivi, p. 463;


-G. Locatelli e D. Martini, "Duce addio. La biografia di Gianfranco Fini", Milano 1994;


-Baldoni, "La Destra in Italia 1945-1969", Roma 1999



info@giorgioalmirante.it

 il 22 maggio, sarà il ventennale della morte di Giorgio Almirante. In tanti si apprestano a ricordarlo, ad inneggiare alla sua memoria, a farsene legittimi successori, a rivendicare il proseguimento di un cammino nel solco da lui tracciato. Questa corsa all’eredità non mi convince, soprattutto perché lui non può confermare la legittimità.
Per valutare se queste appropriazioni (soprattutto alla luce di alcune sconcertanti dichiarazioni, più o meno recenti degli ‘auto-eredi’) siano o meno indebite, utilizzo un sistema infallibile: mi affido alle sue parole.
Non quelle di uno dei tanti mirabolanti discorsi da lui pronunciati e scritti, facilmente accusabili di enfasi retorica.
Meglio ancora: una lettera che Almirante scrisse nel 1986 (a meno di due anni dalla morte) alla deputata missina milanese Cristiana Muscardini, riferendosi a tentativi di avventato 'superamento storico'.
Lettera pubblicata dal settimanale “Lo Stato” il 2 giugno 1998 e dalla quale mi pregio di stralciare questo passo: «Puoi stare certa che il mio ultimo respiro sarà fascista, nel nostro senso del termine. Perché, per me, per noi, si tratta della battaglia di tutta la nostra vita.»
Infine, autorizzava a sbattere la lettera «in faccia a chicchessia». Chissà se qualcuno dalle parti di via della Scrofa l’ha mai letta e meditata…

15/05/2008

Conferenza organizzativa Cassino 13 Maggio 2008

153ac98f5a79a1ef3fc02e17876df03b.jpg  “Tre ore di appassionante dibattito, questo il sintetico giudizio che si può dare dei lavori della prima Conferenza organizzativa che La Destra ha tenuto martedì scorso presso l’Edra Palace di Cassino, alla presenza di Francesco Storace”. 

Così commenta Antonio Abbate l’incontro che Dirigenti della Federazione di Frosinone e Portavoce cittadini de La Destra hanno tenuto per individuare programmi e strategie politiche in vista del Congresso nazionale del partito e dei prossimi appuntamenti elettorali.

 

 

Dopo gli interventi di Dario Nicosia, Portavoce di Cassino, di Livio Proietti, responsabile regionale e di Antonio Abbate, è stata la volta di Storace che, attraverso 43c21efcde2beaf898d6723a3789ca35.jpgun’analisi lucida dell’attuale momento politico, ha evidenziato quanto emerso dal recente Comitato Nazionale in riferimento alla strategia de La Destra.

”Il nostro è un partito – ha più volte ripetuto Storace – che non è disposto a chiedersi se andare o no con Berlusconi e se il Pdl ci voglia o no: il problema non è sapere che cosa vuole il Pdl, ma quello che vogliamo noi”.

  E l’indicazione è venuta in modo unanime dalle considerazioni registrate negli intereventi di tutti i presenti: impegno politico a tutto campo, partendo dal contatto quotidiano con la gente, promuovendo azioni che favoriscano l’interesse dei più deboli , contro quelli della ’casta politica’; riferimento costante al portato 88de0f44afb038543453e2a943184535.jpgideologico e culturale che informò la fase costituente de La Destra, radicamento territoriale, dialogo con le forze di governo a condizione che identità e dignità non vengano messe in discussione, radicamento territoriale.

  “Se un milione di italiani ci ha scelto – ha ribadito Storace – è perché sa bene che puntiamo alla difesa dei valori autentici della Destra italiana, perché ha compreso che non cerchiamo un posto qualunque ma un posto dove valga la pena di stare”.

                                                                                                  Antonio Abbate

07/05/2008

Storace a Cassino

c7edd520f2f963518c2aa1365ab736da.jpg
Martedì 13 maggio 2008, alle ore 17.00 si terrà la Conferenza organizzativa de La Destra, alla presenza del Segretario Nazionale, Francesco Storace, presso l'Hotel Edra Palace - Centro Congressi di Cassino, via Ausonia (ang. Via Cerro), nei pressi del Casello autostradale.
Alla Conferenza seguirà una cena sociale

06/05/2008

Riunione Direttivo

Cari dirigenti e portavoce,
martedì 6 maggio alle ore 19 presso i locali della federezione, invia Aldo Moro 9, si terrà il Consiglio Direttivo Provinciale de La Destra per affrontare i sguenti punti all'ordine del giorno:
1) Conferenza Organizzativa con Fracesco Storace
2) Tesseramente
3) Linea Politica in vista dei prossimi appuntamenti elettorale
4) Radicamento sul territorio ed iniziative da attuare
5) Varie ed eventuali

Si raccomanda a tutti, visto l'importanza di questo momento politico per il partito, di non mancare e soprattuto di essere puntuali.

Un saluto caloroso a tutti.


Antonio Abbate

29/04/2008

29 Aprile 1975

b4e7b2e8f065be1e958e7c20bf34aee3.jpgIl 13 marzo 1975 per Milano e per molti milanesi era una delle tante giornate primaverili: i primi caldi raggi di sole, le piante fiorite all’ ombra dei primi grattacieli, i ragazzi sui banchi di scuola che già pensavano a come impegnare le loro giornate estive lasciandosi alle spalle l’ennesimo anno s colastico, i lavoratori accerchiati dal caos metropolitano e il passare inesorabile del tempo che scandiva le giornate di chi una vita l’aveva già vissuta. Per un giovane, per una famiglia e per una intera comunità politica quella non fu una giornata come le altre; Sergio Ramelli stava rincasando dopo una giornata passata tra i banchi di scuola, sicuramente pensando alla pizza o al cinema con gli amici, ad una ragazza o alla madre che lo attendeva alla finestra come è usuale per una ragazzo e i suoi 17 anni fatti di gioia e speranza. Quel giorno un ragazzo non rincasò mai, una madre non potè riabbracciare il suo figliolo; Sergio fu vigliaccamente aggredito da una commando di giovani comunisti i quali armati di chiavi inglesi e da un odio irrefrenabile lo colpirono sistematicamente alla testa, costringendo una madre ad accudire il figlio su un letto di morte lungo 47 giorni prima di vederselo portare via dal vento. A distanza di trentatrè anni il 29 di aprile per noi significa dolore ed una grande tristezza colma di lacrime: in questi anni non si è mai cercata vendetta per questo ignobile gesto ma si vuole chiarezza e trasparenza sull’ accaduto e sul come sia possibile che quegli assassini siano liberi, e liberi anche di esercitare professioni di un certo rilievo sociale. Sappiamo che in questa terra benedetta per molti uomini non ci sarà mai una degna sepoltura, un doveroso ricordo o un giusto processo che faccia luce sugli eventi. Ma abbiamo una solo consapevolezza: lui da lassù ci osserva, ci guida , ci sostiene nelle nostre battaglie ed è vivo nei nostri cuori…..CIAO SERGIO…………